Custonaci

PROVINCIA

Trapani

 

ABITANTI

Circa 5.500

 

SUPERFICIE

69,90 km2

La città

Attrazioni

Custonaci, comune Siciliano della provincia di Trapani, è posto all’estremità orientale del golfo di Bonagia e sorge su una collina a circa 186 metri s.l.m.

Conosciuta nel mondo come il secondo bacino marmifero d’Europa, esteso 62 chilometri quadrati: qui viene estratto il Perlato di Sicilia, pregiato marmo del luogo, che è stato impiegato anche nella Basilica di San Pietro in Vaticano e nella Reggia di Caserta.

In questi ultimi anni si sta sviluppando l’attività turistica, non solo nella stagione estiva, grazie agli insediamenti balneari a Cornino, alla riserva di Monte Cofano, al presepe vivente nel periodo natalizio e alla festa della Madonna di Custonaci.

Da non perdere i festeggiamenti in onore della Patrona, con lo sbarco dal mare di una copia del veneratissimo quadro della Vergine; in omaggio alla Madonna Madre è stata realizzata la statua di Stella Maris, poi immersa nelle acque della baia di Cornino.

Tesori naturali sono il Monte Sparagio e la Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano, percorribile attraverso sentieri che offrono splendidi scorci panoramici.

Ai piedi di Cofano, oltre a calette di acque cristalline si trova la baia di Cornino.

Da visitare anche la Grotta Mangiapane, a Scurati, al cui interno usi e tradizioni locali rivivono in occasione del Presepe Vivente.

 

Gastronomia

La commistione fisica tra mare e montagna si ritrova anche in cucina dove agli ottimi piatti  di mare (spigole, saraghi, triglie, arrostiti, a ghiotta, fritti e al tonno, fresco o in conserva sotto sale), si aggiungono le pietanze della tradizionale cucina contadina con tutti i suoi sapori: verdure fresche, formaggi di pecora e carni ovine come capretto e agnello arrostiti con alloro e rosmarino o cotti in un denso sugo di pomodoro.

Da gustare anche le cassatelle di ricotta in brodo di gallina e, tipiche del luogo, le spincie, una sorta di zeppole fritte, spolverate di zucchero alla cannella, che tradizionalmente accolgono il Natale. Immancabili le cassatelle  di ricotta e la pignolata (tocchetti di pasta fritta).

Polpo agghiotta con patate

 

Cosa

Come

1 kg di Polpo

200 gr di pomodorini pachino

200 gr di polpa di pomodoro

100 gr di olive nere

Concentrato di pomodoro

300 gr di patate

1 bicchiere di vino bianco

Olio extra vergine di oliva

1 cipolla rossa

1 spicchio d’aglio rosso di Nubia

1 cucchiaio d’origano, 50 g di pinoli

50 g di capperi di Pantelleria

Prezzemolo, alloro, sale e peperoncino q.b.

Tagliare il polpo a pezzetti. Pelare e tagliare le patate a quadretti in forma simile al polpo.

In una casseruola soffriggere con dell’olio d’oliva extra vergine lo spicchio d’aglio, la cipolla tritata e i capperi.

Aggiungere il polpo e rosolatelo con i pomodorini pachino tagliati in quattro e le olive denocciolate.

Sfumate con un bicchiere di vino bianco. Aggiungere, quindi, le patate, la polpa di pomodoro, un po’ d’acqua, il concentrato, la foglia d’alloro e l’origano.

Controllate la cottura del polpo e delle patate, aggiustate di sale e aggiungete eventualmente dell’acqua.

Servite caldo con del prezzemolo tritato e dei crostoni di pane.