Erice

PROVINCIA

Trapani

ABITANTI

Circa 28.500

SUPERFICIE

47,34 km2

La città

Attrazioni

La città di Erice, comune Siciliano della provincia di Trapani, sorge arroccata sulla cima del Monte omonimo che sovrasta la città di Trapani. La città si è affermata ormai come una delle principali mete turistiche siciliane: fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia in qualità di Ospite Onorario.

Il centro cittadino è posto sull’omonimo Monte Erice, mentre la maggior parte della popolazione si concentra nell’abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani.

A Erice ha sede il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, polo di eccellenza nel campo della ricerca scientifica a livello internazionale.

Parlare di Erice significa, innanzitutto, riferirsi alla Venere Ericina: in suo onore venne edificato il tempio di Venere, sui quali resti i Normanni edificarono il loro Castello, fulcro di un sistema difensivo che comprendeva le torri del Balio e le imponenti mura elimo-puniche, che, ancora oggi, circondano l’antichissimo borgo a cui si accede tramite le loro porte.

 Il borgo mantiene pressoché intatto il suo aspetto medievale, con edifici in pietra e strade lastricate: una volta entrati uno lo spettacolo  magico: le stradine basolate si aprono improvvisamente su decine di chiese: la splendida Matrice, San Giovanni Battista, San Martino e tante altre.

 

Gastronomia

Ad Erice si è subito investiti dei profumi delle proposte gastronomiche basate su preparazioni e ingredienti vari come varie sono le produzioni del territorio: le cassatelle di ricotta in brodo di gallina, le fave con il finocchietto di montagna, le busiate con il ragù di carne, i “frascatuli”  con i legumi, il cùscus di pesce che qui viene impreziosito da mandorle tritate, i piatti a base di prodotti di tonnara.

Ampia la scelta tra i dolcetti di riposto, ripieni di conserva di cedro e ricoperti di glassa, i bocconcini di pasta di mandorle profumati di agrumi o di cioccolato, la frutta martorana, i mustazzoli.

D’obbligo sono le genovesi, dolci di pasta frolla molto morbida ripiena di crema al latte, la cui degustazione potrà essere accompagnata da un bicchiere di liquore locale.

Polpette di sarde al pesto

Cosa

Come

500 g di sarde

100 g di pangrattato

1 uovo intero

30 g di pinoli

30 g di latte

30 g di pecorino grattugiato

Finocchietto di montagna

Farina di grano duro

Pepe, sale, olio extra vergine di oliva

PER IL PESTO ALLA TRAPANESE

 Pomodoro rosso ben maturo, aglio rosso di Nubia

Basilico, mandorle pelate, olio extra vergine di oliva

Sale e pepe

In un “mortaro” (piccolo vaso solitamente di legno con pestello) sistemare gli spicchi di aglio con un po’ di sale marino e pestarli fino a che non si ottenga un composto quasi cremoso.

Aggiungere il basilico e continuare a pestare.

Quindi mettere l’olio e rimestare.

Aggiungere il pomodoro lavorato precedentemente in piccoli pezzi molto fini; regolare con pepe e sale.

Pulire e diliscare le sarde privandole della testa.

Tritarle in punta di coltello. In una ciotola, impastare le sarde con tutti gli ingredienti, regolare la consistenza dell’impasto con la farina.

Ricavare le polpette e friggerle in olio caldo.

Mettere come lettiera il pesto e disporre le polpette.