Gela

PROVINCIA

Caltanissetta

 

 

 

ABITANTI

Circa 77.000

SUPERFICIE

279,07 km2

 

La città

Attrazioni

Gela è un comune siciliano della provincia di Caltanissetta. La città è un importante centro agricolo, industriale e balneare.

Ricca di testimonianze di quella che fu una delle più influenti polis del mondo greco, è anche nota per il complesso petrolchimico dell’Eni costruito nelle sue immediate vicinanze e oramai dismesso.

Gela è una delle più antiche città siciliane; i primi insediamenti risalgono al V millennio a.C.

Un aspetto caratteristico dell’assetto urbanistico ed architettonico della vecchia Gela fu l’ampia diffusione dello stile liberty o “floreal” protagonista nella progettazione dei più importanti palazzi signorili della città.

Da visitare: l’Acropoli di Gela  che ospitò i principali edifici sacri della città, i bagni greci, formati da due ambienti, il bosco littorio dal quale sono emerse strutture in eccezionale stato di conservazione riferibili ad un impianto di tipo commerciale, il castelluccio di Gela, costruzione militare del XIV Secolo che si innalza su una collina di roccia gessosa dominando l’intera costa gelese, le mura Timolontee fortificazioni greche lunghe circa 300 metri, il museo archeologico che accoglie inestimabili reperti archeologici, la torre di manfria edificata nel XVI secolo per prevenire le incursioni barbaresche.

Gastronomia

Le preparazioni a base di grano costituiscono una specialità di questa zona: pane, pizze, impanate, calzoni, focacce; in particolare il pane di Gela è considerato come uno dei più pregiati (tipico è il pane di S. Giuseppe e “u pan’i casa”). Le impanate sono preparate in vari modi, farcite con la salsiccia, col baccalà, con i broccoli, con gli spinaci, a piacere.

Le pizze caserecce sono di due tipi: rossa con pomodoro, cipolla, origano, olive, e bianca con rosmarino e acciughe.

 Nella Piana di Gela si producono prodotti tipici, quali il carciofo violetto di Sicilia e il pomodorino ramato.

Tipiche anche le arancine, i calzoni e le sfogliate gelesi.

La pasticceria fa del suo ingrediente chiave la ricotta dolce: i tutù, i rami ccò ficu, “i spingi” e “i spingiuna”.

Spaghetti al nero di seppia

 

Cosa

Come

 

 

400 gr di spaghetti

500 gr di seppie con la borsa del nero

250 gr di concentrato di pomodoro

Vino bianco

1 cipolla

Prezzemolo

Olio extravergine d’oliva

Sale

Pepe

Nettate le seppioline e tenete da parte la veschichetta con il liquido nero.

Lavatele in abbondante acqua e lasciatele sgocciolare. In una casseruola di terracotta, con un bicchiere d’olio, fate appassire una cipolla e un cucchiaio di prezzemolo, tritati finemente; unite le seppioline tagliatele a listarelle e quando saranno insaporite, spruzzatele con vino bianco.

Aggiungete il concentrato di pomodoro e l’acqua, salate, pepate e fate cuocere a fuoco lento per circa 45-60 minuti.

Al termine della cottura aggiungerete il liquido nero delle seppioline e lasciate insaporire per qualche minuto. Scolate gli spaghetti che avrete lessato in abbondante acqua salata.

Metteteli nella casseruola con il sugo e mescolate. Servite la pasta con le seppie nella casseruola di cottura.