Sant'Agata di Militello

PROVINCIA

Messina

 

 

 

ABITANTI

Circa 13.000

 

 

SUPERFICIE

33,98 km2

 

La città

Attrazioni

Sant’Agata di Militello è un comune della provincia di Messina in Sicilia. Centro a prevalente vocazione turistica e commerciale del comprensorio dei Nebrodi, la città divenne comune autonomo nel 1857 ed è un comune del Parco dei Nebrodi. Oggi la cittadina continua ad essere un importante centro amministrativo della provincia di Messina.

Il settore ittico riveste un ruolo molto importante nell’economia locale così come quello turistico balneare. La stazione ferroviaria è una delle principali della linea Palermo-Messina, mentre il porto di Sant’Agata sarà uno dei 3 porti hub della Sicilia. La città gode di un tipico clima mediterraneo.

La principale attrazione risulta essere il castello Gallego articolato intorno ad un’alberata corte quadrata, ingloba le torri cilindriche di età medievale. Di notevole rilevanza storica sono i diversi palazzi gentilizi presenti; costruiti intorno la metà del diciannovesimo secolo dalle famiglie aristocratiche della zona che presentano al loro interno pregevoli stucchi tardo barocco e liberty.

Notevole anche il Museo dei Nebrodi che raccoglie rilevanti testimonianze storico-antropologiche della zona.

Da vedere la festa del Santo Patrono San Giuseppe, il 19 marzo, e la processione di Maria Santissima del Mare sulle barche la prima domenica di agosto.

Gastronomia

Molte le ricette riguardanti i “maccarruna”, solitamente pasta fresca fatta in casa condita con sughi di varie tipologie di carne: maiale, vaccina, pecora. Notevole importanza assumono i piatti legati alla tradizione marinara della produzione autoctona: pasta col nero di seppia, pesce spada ed acciughe (famose fin negli anni ’70 le c.d. “acciughe del Furiano”).

Le sarde a beccafico sono un piatto che affonda le sue origini nel cuore della cucina siciliana.

La ricetta è molto semplice, degli involtini di sarde ripieni di pangrattato, uva passa e pinoli, il tutto aromatizzato con succo di limone e zucchero.

In genere le sarde a beccafico vengono servite come antipasto ma possono rappresentare anche un buon secondo piatto.

Sarde a beccafico

Cosa

Come

Diverse foglie di Alloro

800 gr di sarde fresche

Il succo di mezza arancia

1 o 2 cucchiaini di miele

Peperoncino in polvere q.b

PER IL RIPIENO

50 gr pangrattato

25 gr di uvetta, 25 gr di pinoli

Prezzemolo tritato q.b

2 filetti di acciughe (alici)

15 gr di zucchero, 1 pizzico di sale

Pepe macinato q.b

Olio di oliva extravergine q.b

Pulire tutte le sarde  lasciando la coda quindi apritele a libro. Mettete in una  padella un filo d’olio e il pangrattato, quindi fatelo dorare a fuoco dolce, mescolando continuamente e stando attenti a non bruciarlo, poi mettetelo in una terrina. Tritate il prezzemolo e le acciughe dissalate. Unite al pangrattato i pinoli, l’uvetta, il prezzemolo, le acciughe dissalate e tritate, lo zucchero, il sale e il pepe.

Amalgamate bene tutti gli ingredienti e disponete questo composto sulle sarde, arrotolatele su se stesse cominciando dalla parte della testa; ungete una teglia con dell’olio  e adagiatele sopra ponendo tra una  e l’altra una foglia di alloro. Cospargetele col composto di pangrattato rimasto e irroratele con un composto formato da questi ingredienti rimasti: olio, succo d’arancia e zucchero. Infornate a forno caldo per circa 20-25 minuti.