Termini Imerese

PROVINCIA

Palermo

 

 

 

 

ABITANTI

Circa 27.000

 

 

SUPERFICIE

78,19 km2

 

La città

Attrazioni

Termini Imerese è un comune italiano della provincia di Palermo, il comune si estende su una superficie di circa 7.000 ettari.

Piccolo angolo del Mediterraneo che sorge ai piedi di un monte e scivola fino al mare, famosa agli inizi del XIX secolo fu uno dei maggiori centri di raccolta ed imbarco del grano e di altre derrate che venivano stoccate e sottoposte a dazio in appositi magazzini.

È un importante nodo ferroviario e sede di tribunale, ad oggi famosa per l’imponente polo industriale.

Località balneare segnalata con una vela nella Guida Blu di Legambiente. È un importante nodo ferroviario.

Numerossissime le chiese; tra le più importanti quella di Maria SS. Annunziata, quella di San Nicola di Bari (duomo), di Sant’Orsola, di Santa Caterina d’Alessandria.

Resti di edifici romani furono visti in passato preso il Duomo; non lontano è l’anfiteatro, uno dei tre conosciuti in Sicilia (oltre a quelli di Siracusa e di Catania). All’età augustea risale l’acquedotto, il più importante e meglio conservato dell’isola.

La Biblioteca Liciniana è la biblioteca comunale che possiede un patrimonio di 102.000 volumi. Presso il museo civico sono esposti numerosi ed importanti reperti provenienti dalla città e dal territorio.

Gastronomia

Le specialità gastronomiche della città affondano le proprie radici nella semplicità e nel territorio: tra tutti ricordiamo: gli "Attuppateddi cu broccoli incaciati", dei ditali di pasta conditi con broccolo, uvetta, pinoli, acciughe e pangrattato.

Degni di nota anche i "Maccarruna cu sucu nta maidda", piatto tipico del carnevale a base di maccheroni fatti in casa con “ i busi” , e lasciati asciugare lentamente appesi alle canne; una volta cotta e condita con ragù di salsiccia, veniva depositata in una specie di vasca di legno, a” maidda” appunto, la stessa cioè dove era stato preparato I’impasto, e attorno alla quale per tradizione (in uso sopratutto tra i contadini e le famiglie più povere) tutti si sedevano per mangiare.

Caponata di tonno

 

Cosa

Come

800 gr di melanzane

400 gr di trance di tonno fresco

300 gr circa di coste di sedano

400 gr di pomodori ben maturi

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

60 gr di olive verdi snocciolate

50 gr di capperi sotto sale

30 gr di pinoli

50 gr di uvetta sultanina

50 gr di aceto, 1 grossa cipolla

1 cucchiaio di zucchero

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

Basilico, sale e pepe.

Lavate le melanzane e tagliatele a tocchetti senza sbucciarle. Lavate le coste di sedano e tagliatele a tronchetti. Pelate i pomodori, privateli dei semi e spezzettateli. Scaldate l’olio in una larga padella e fatevi soffriggere la cipolla. Unitevi i pomodori e il concentrato e lasciate cuocere, a fuoco per un decina di minuti. Insaporite con sale (poco) e pepe e aggiungete il sedano, le olive, i pinoli, l’uvetta e i capperi.  Sciogliete lo zucchero nell’aceto e unitelo alla salsa. Lasciate cuocere a fuoco dolce per circa dieci minuti. Friggete i tocchetti di melanzana in abbondante olio ben caldo quindi unitele alla salsa, mescolando. Quando la caponata è pronta, ungete le trance di tonno e cuocetelo a fuoco vivace due-tre minuti, insaporitelo con sale e pepe, tagliatelo a tocchetti e unitelo alla caponata. Servire a temperatura ambiente, cosparsa di basilico.